La storia di Chiara Ciavatta, Cavaliere al merito della Repubblica: “Oscillavo tra 35 e 90 kg. Ora aiuto gli altri a guarire”
La vera storia di Chiara Ciavatta, fondatrice di MondoSole e recentemente ordinata Cavaliere al merito della Repubblica italiana: “Sono guarita dai disturbi alimentari, ora aiuto gli altri con la mia associazione”
di Vanessa Zagaglia

Chiara Ciavatta con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“Quando sono stata contattata dal Quirinale non ci credevo, mi sembrava uno scherzo – racconta a RiminiToday -. Questo riconoscimento non è mio ma ‘nostro’. È di tutte le persone che soffrono di disturbi alimentari e delle loro famiglie. Finalmente abbiamo una voce, finalmente gli invisibili sono diventati visibili. Io continuo a fare quello che ho sempre fatto, ma con una responsabilità ancora più grande”.

ChiaraSole Ciavatta
Disturbi alimentari: la storia di Chiara Ciavatta
Cade oggi, 15 marzo, la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare (DCA). Malattie che stanno ricevendo sempre più attenzione, nelle loro molteplici sfaccettature, grazie a una sensibilità sul tema che non è più quella di alcuni anni fa. Gli anni in cui, a dover combattere contro i disturbi del comportamento alimentare, era Chiara Ciavatta. E come lei tante altre persone considerate “malate di niente”.
“Fin da bambina, davanti ai cartoni, facevo scorpacciate di biscotti senza accorgermene. Avevo cinque o sei anni ed ero già malata. Grazie ai percorsi psicoterapeutici fatti in seguito scoprii che quelli dell’epoca non erano altro che episodi di binge eating – racconta -. L’esordio vero e proprio della malattia, invece, lo ebbi in quinta elementare. Selezionavo già i cibi, digiunavo, mi fissavo sulle parti del mio corpo che detestavo, in primis la pancia e le cosce, che avrei voluto letteralmente strapparmi di dosso con le mani”.
Il primo ricovero d’urgenza arriva all’età di 12 anni. “Da lì è cominciato un inferno – confessa Ciavatta -. Alternavo periodi di restrizioni e digiuni a periodi in cui facevo scorpacciate di qualunque cosa, oscillando tra i 35 e i 90 kg. Il disturbo più presente è stata la bulimia, cioè abbuffate di cibo seguite da vomito indotto, ma ho attraversato anche i sintomi del binge eating, ovvero abbuffate compulsive senza vomito. Negli anni della bulimia ci sono stati periodi in cui non trattenevo nel mio corpo neanche una caramella. Ogni cosa che ingerivo, per me, significava colpa”.
Quanto ai ricoveri, Ciavatta afferma di non riuscire nemmeno a contarli. “Le abbiamo tentate tutte: una comunità per tossicodipendenti in Veneto, esorcismi, persino la visita di strutture in America che, rispetto a quelle italiane, erano più all’avanguardia. Erano gli anni Ottanta, e io, agli occhi di tutti, sembravo un’extraterrestre – dice -. Tentai il suicidio varie volte; alcune consapevolmente, altre erano più richieste d’aiuto. A 18 anni, dopo aver mangiato ininterrottamente per sei ore consecutive, stremata, tento il suicidio e mi ricoverano nuovamente. Cosa mi ha salvata? L’aver trovato, dopo anni, il percorso di terapia più adatto a me: quello che mi ha permesso di comprendere le cause della mia malattia, elaborarle e farci pace”.
La nascita di MondoSole
All’epoca in cui decise di aprire la sua associazione, Chiara era impiegata in una società. “È partito tutto da un sito internet in cui, senza vergogna e mettendoci la faccia, raccontavo la mia storia, perché volevo che i DCA venissero alla luce e che, alle persone affette da disturbi alimentari, venisse conferita la dignità di malati”, spiega. Da lì il finimondo: “Mi arrivarono migliaia di mail. Iniziai a incontrare le persone fisicamente, scoprendo che, dopo la chiacchierata con me, molte di loro si decidevano a curarsi. Fu in quel momento che capii che quella avrebbe dovuto essere la mia missione e che non poteva esistere nient’altro. Mi formai, feci vari corsi e incontrai lo psicologo Matteo Mugnani, che poi sarebbe diventato mio marito, con cui aprii MondoSole”.
Una realtà, quella del centro, che cerca di offrire ai pazienti tutto quello che, a livello nazionale, nel 2004 – e in parte tutt’oggi – ancora non c’era. “Ci occupiamo di cura, reinserimento sociale, riabilitazione emotiva, mediazione familiare – illustra Ciavatta -. Non saprei neanche dire quante persone abbiamo aiutato negli anni. Dopo la morte di Matteo, a livello professionale, ho avuto il mio secondo colpo di fulmine con Fiorella Nikolla, psicoterapeuta specializzata in DCA, con la quale collaboro insieme ad altri professionisti”.
La gioia più grande di Ciavatta, forse persino più grande del riconoscimento ottenuto dal Quirinale? “Incontrare di nuovo le persone che, negli anni, sono passate per MondoSole. Molte hanno realizzato i loro sogni, molte hanno deciso di formare una famiglia, altre mi fanno conoscere i loro figli. Vederle mi riempie il cuore di commozione – conclude -. È questo ciò a cui ero destinata. Aiutare le persone affette da disturbi del comportamento alimentare a superare la malattia. Far capire loro che, insieme, è possibile sconfiggere questi disturbi. E che dalle tenebre si può uscire, tornando a splendere sotto i raggi del sole”.
15.03.2025 La storia di Chiara Ciavatta, Cavaliere al merito della Repubblica: “Oscillavo tra 35 e 90 kg. Ora aiuto gli altri a guarire” Intervista a RiminiToday clicca qui per leggere l’articolo sul portale
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